venerdì 31 marzo 2017

Le letture di Mamma Avvocato: "L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd

 "L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd,

 ed. Mondadori, pag. 393, Euro 20,00


Ho preso in prestito questo libro in biblioteca su consiglio di Stefania, che ne aveva parlato benissimo, pur evidenziandone l'avvio un pò lento e la mole considerevole.

A me è piaciuto moltissimo ed ha catturato la mia attenzione fin dalle prime pagine, dal momento che adoro le storie che abbracciano un arco lungo della vita dei protagonisti, nonchè i romanzi storici.

Il fatto che fosse lungo, poi, mi ha rassicurato: iniziare un bel romanzo e divorarlo in poche ore può dare un senso di delusione molto forte, perchè vorresti stare in compagnia dei protagonisti ancora un pò!

Il libro racconta la storia del legame tra due bambine, poi ragazze e donne, molto diverse da loro. Un legame che può essere definito amicizia, in cui certamente vi è affetto ed interesse reciproco ma in cui non c'è parità, perchè Sarah è la figlia dei "padroni" e Monella è una delle piccole schiave di proprietà di famiglia, a lei "assegnata".
Nonostante la diversa condizione sociale ed il diverso stato, sembra essere Monella a dominare il rapporto tra le due bambine, fino alla fine.

E' una storia di crescita e formazione in una America del Sud in cui iniziano ad affacciarsi le ribellioni antischiaviste, il racconto di due vite e due famiglia, quella di Sarah e quella di Monella, differenti eppure entrambe problematiche.

Soprattutto, però, il romanzo riesce a narrare, attraverso la voce delle due ragazze, un capitolo per ciascuna, la lotta per l'abolizione della schiavitù e la rivendicazione della dignità umana delle persone di colore, nonchè le prime lotte femministe del 1800, coinvolgendo il lettore e trasportandolo in un'atmosfera d'altri tempi, a cercare di comprendere e non solo giudicare, pur parteggiando senza dubbio per gli abolizionisti.
Si nota, infatti, tutto il tormento che deve aver accompagnato la presa di consapevolezza dell'aberrante pratica della schiavitù e la difficoltà di rinunciare al proprio status sociale ed ai propri privilegi.

Molto interessante anche l'aspetto religioso della vicenda, nella contrapposizione tra presbiteriano e quaccheri.

E mentre si riflette e apprende un pò di storia, ci si commuove per il dolore di Monella e di sua madre, ci si indigna per le torture e le lacerazioni familiari, si parteggia per donne ricche, aristocratiche e teoricamente libere ma intrappolate per via del loro sesso, ci si preoccupa per le conseguenze di scelte forti e non convenzionali.

Sarah e sua sorella, Angelina Grimké, che da un certo punto del racconto acquista una importanza fondamentale, non sono infatti personaggi di pura invenzione, ma due donne realmente vissute a Charleston che ebbero il coraggio di abbracciare la fede quacchera e poi abbandonare anch'essa, per diventare le prime due agenti abolizioniste donne della storia americana, nonchè due pioniere del femminismo. E rinunciarono a tutto, dalla famiglia, alla patria, alla fede, per le loro idee.

Due eroine dipinte di chiaro scuro, con toni realistici che rendono il libro ancor più piacevole ed interessante.

Ovviamente la storia può essere letta anche solo come un romanzo di pura evasione, regalando ore di intrattenimento, dal momento che è coinvolgente e ben scritta.


Ecco dunque il mio consiglio per questo venerdì del libro, il consueto appuntamento ideato da Paola!!!